A quanto pare essere solo una persona non va più di moda. Le debolezze vengono viste come limiti e tutti hanno la voglia di fingersi eroi. Io questa voglia proprio non ce l'ho. Limite dopo limite vado avanti. Senza nasconderli. Senza ignorarli. Affrontare i propri limiti ma non perché si è eroi ma perché è giusto dare il meglio di sé mentre si segue la propria strada. Sono solo una donna. Amata o odiata, lodata o vessata. Non permetto a nessuno di giudicarmi per questo. Per essere solo una persona con tutte le paure e le fragilità, le follie e le contraddizioni. Non lo permetto nemmeno a Dio.
... Ma alla fine mi chiedo perché lascio che le parole degli altri mi riducano a brandelli.
Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua.
Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell'esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d'ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere. (*)
(*)Wislawa Szymborska
Nessun commento:
Posta un commento