“Ciao Gracie”
“Nessuno mi chiama così”
“No, infatti. Non da quando è morto tuo Nonno almeno”
“...”
“L'ho portato via troppo presto, non è vero? Era un bell'uomo. Molto fiero.”
“Portato via?”
“Oh si...”
“Ma chi sei tu?”
“Nessuno mi chiama così”
“No, infatti. Non da quando è morto tuo Nonno almeno”
“...”
“L'ho portato via troppo presto, non è vero? Era un bell'uomo. Molto fiero.”
“Portato via?”
“Oh si...”
“Ma chi sei tu?”
La donna scoppia a ridere. E' bella da togliere il fiato ed
ha occhi innaturalmente viola.
“Oh Gracie, ci conosciamo da tanto tempo. Ti ho osservata
sai? Il modo in cui ostinatamente ti sei sempre messa in mezzo fra me e le
persone che volevo. E' per la tua ostinazione che ti ho lasciata vincere tanto
spesso.”
“Senti bella non so quale sia il tuo problema ma io non ne
voglio sapere niente.”
Alza le mani, fa per andarsene. Ma andarsene dove? Non ci sono strade, non c'è nemmeno un pavimento quando abbassa lo sguardo.
Alza le mani, fa per andarsene. Ma andarsene dove? Non ci sono strade, non c'è nemmeno un pavimento quando abbassa lo sguardo.
“E' questo il bello. Non puoi sfuggirmi, Grace Sullivan”
Si ritrova quel mormorio sulle labbra mentre l'altra le insinua le dita lunghe fra i capelli e sfiora il naso con il suo.
Si ritrova quel mormorio sulle labbra mentre l'altra le insinua le dita lunghe fra i capelli e sfiora il naso con il suo.
“Sono indispettita dalla tua famiglia: troppi medici. E poi
sei arrivata tu... e ho sperato davvero che te ne andassi in giro per il
'Verse, seguendo un qualche amore magari e invece no. Hai deciso di rimanere e
di imparare e di diventare un dottore. Che noia.”
“Mi dispiace di aver disatteso alle tue aspettative.”
“Non essere sarcastica con me, Grace Sullivan”
Le tira i capelli, costringendola ad alzare il mento ed esporre il collo.
Le tira i capelli, costringendola ad alzare il mento ed esporre il collo.
“Che cosa vuoi?”
“Voglio te, Gracie”
“Beh mi dispiace, la cosa non è reciproca”
“Ah si come fosse vero”
Un soffio e la bacia, con una violenza tale che se non fosse per quei capelli tirati avrebbe fatto un passo indietro.
“Voglio te, Gracie”
“Beh mi dispiace, la cosa non è reciproca”
“Ah si come fosse vero”
Un soffio e la bacia, con una violenza tale che se non fosse per quei capelli tirati avrebbe fatto un passo indietro.
“Il tuo tempo sta per scadere. Lo avverto in ogni battito del
tuo cuore. Ticchetta come un orologio.”
“Sto bene”
“Puoi raccontare queste balle a chi vuoi ma non a me.”
“Sto bene”
“Puoi raccontare queste balle a chi vuoi ma non a me.”
Si irrigidisce e la spinge via. L'altra molla la presa.
“Ne sei consapevole anche tu. Il tempo ti sfugge via, mia cara. E quel lieto fine che tanto sogni, con qualcuno accanto non lo avrai mai.”
“Ne sei consapevole anche tu. Il tempo ti sfugge via, mia cara. E quel lieto fine che tanto sogni, con qualcuno accanto non lo avrai mai.”
“Perché allora non mi porti via adesso?”
“Adesso è troppo presto. I giochi non sono ancora finiti.”
“Se è un gioco tu non vincerai”
“ Alla fine io vinco sempre! Per questo mi diverto tanto. Adoro questo lato di te, Grace. Cerchi il controllo di tutto. Pianifichi senza accorgertene ed il fatto di non poter controllare la tua morte ti fa impazzire più della cosa stessa.”
“...”
“Perché non ti lascerò il tempo di salutarli.”
“Adesso è troppo presto. I giochi non sono ancora finiti.”
“Se è un gioco tu non vincerai”
“ Alla fine io vinco sempre! Per questo mi diverto tanto. Adoro questo lato di te, Grace. Cerchi il controllo di tutto. Pianifichi senza accorgertene ed il fatto di non poter controllare la tua morte ti fa impazzire più della cosa stessa.”
“...”
“Perché non ti lascerò il tempo di salutarli.”
Un sussurro
sull’orecchio, una voce suadente che è una promessa più che una minaccia perché
non c’è aggressività, solo un dato di fatto.
“Nessuno di
loro. Non Roland, non Meng, non Willy, non Emile e nessuno dei rancheri. Non potrai dire
addio alla tua famiglia. Non potrai scrivere a quelli che non vedi più
augurandogli il meglio. Non dirai ti amo a nessuno di loro. Ci vediamo presto,
Grace”
Si sveglia di soprassalto, alla ricerca di aria. Una mano al
petto con tanta violenza da graffiare la pelle con le unghie quando lo stringe,
neanche volesse arrivare direttamente a quel cuore che urla disperato per una
tachicardia furiosa. Un sudore gelido che si ghiaccia al centro della schiena
bianca.
Si alza dal letto, incespicando fra le tante, troppe coperte.
Anche i sogni di Grace sono storie da raccontare, non la
lasciano solo con sensazioni al risveglio ma con immagini vivide. Sono incubi
che prendono forma, colore, sostanza. Sono incubi che parlano. Tossisce. Le dita alle labbra gonfie, come
fossero state morse. Un vago sapore ferroso in bocca.
Trova il modo di accendere la luce e con gli occhi che ancora
fanno fatica a vedere va al suo cassetto. Cerca qualcosa con frenesia. Trova il
foglietto, lo stringe nel pugno. Studia il proprio riflesso pallido.
Non s'intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.
Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata ad uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.
La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.
Chi ne afferma l'onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell'attimo.
Invano scuote la maniglia
d'una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.(*)
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.
Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.
Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.
Occupata ad uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.
Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!
A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.
Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.
La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.
I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all'orizzonte.
Chi ne afferma l'onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.
Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.
La morte
è sempre in ritardo di quell'attimo.
Invano scuote la maniglia
d'una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.(*)
Recita la poesia. E’
la sua preghiera. E’ la sua
rassicurazione. E' un gioco
e lei vince con ogni respiro, con ogni nuovo passo.
Sorride. La sua immagina le sorride di rimando. E in quel momento, solo un
secondo, è un attimo, un sorriso ma Grace si sente immortale. Non ha paura. Nessuno può portarle via tutto quello che ha già fatto. Non permetterà al germe di quella paura di troncarle le gambe. Il suo cuore continuerà a correre, forse avrà l'affanno ma lei non ha intenzione di fermarsi.
"Ah si, come fosse vero"
"Ah si, come fosse vero"
(*): "Sulla morte, senza esagerare" - Wislawa Szymborska