24.08.2516
“Signor Harris, è in casa?”
Domanda varcando già la porta d'ingresso spingendo solo con una spalla dato che le braccia esili stringono un grande cesto ricolmo di cose da mangiare. Fila dritta in cucina. Più è breve il percorso più ha la speranza di non far cadere tutto in terra.
“Signor Harris? Le ho portato della frutta. Le farà bene aggiungerla alla sua dieta. So che qui a El Paso si crede che si possa campare bene mangiando solo carne alla griglia ma le assicuro che non è proprio così. Ho anche quelle confetture che le piacciono tanto e Mary ha preparato solo per lei delle piccole porzioni di stufato. Basterà riscaldarle nella pentola”
Grace riempie la casa di James Harris con la sua voce e la sua risata da diversi giorni ormai. Da quando Michael l'ha accompagnata lì ci è tornata da sola ogni volta che ha potuto senza dirglielo. La tana dell'orso, lui ha detto, ma lei non ha paura. Non sa per quale motivo sente il dovere di prendersi cura di quell'uomo dai capelli bianchi ancor più vecchio del vecchio bastardo e così tanto simile a lui.
Riempie la credenza, apre le finestre per far circolare l'aria, dà da mangiare a Torkie e il bassenthoud le scodinzola intorno e la festeggia rischiando quasi di farla inciampare quando si butta a pancia all'aria sui suoi piedi.
“Cos'è tutto questo baccano!”
Lo sente borbottare dal piccolo salone e lo ritrova lì seduto sulla poltrona sgangherata che nessuno lo convincerà mai a buttare. Una bottiglia stretta nella mano destra e nessun bicchiere.
“Quanto parli donna! Perché ti ostini a tornare? Tu, quello stupido cane o quella cavalla nervosa. Se mio figlio vuole farmi fuori perché non si limita a spararmi in testa?”
Lei ridacchia e scuote la testa. Lo vede: vede Mike fra le rughe di James, nel suo accento prepotente, negli occhi chiari che la guardano con una dolcezza nascosta.
Domanda varcando già la porta d'ingresso spingendo solo con una spalla dato che le braccia esili stringono un grande cesto ricolmo di cose da mangiare. Fila dritta in cucina. Più è breve il percorso più ha la speranza di non far cadere tutto in terra.
“Signor Harris? Le ho portato della frutta. Le farà bene aggiungerla alla sua dieta. So che qui a El Paso si crede che si possa campare bene mangiando solo carne alla griglia ma le assicuro che non è proprio così. Ho anche quelle confetture che le piacciono tanto e Mary ha preparato solo per lei delle piccole porzioni di stufato. Basterà riscaldarle nella pentola”
Grace riempie la casa di James Harris con la sua voce e la sua risata da diversi giorni ormai. Da quando Michael l'ha accompagnata lì ci è tornata da sola ogni volta che ha potuto senza dirglielo. La tana dell'orso, lui ha detto, ma lei non ha paura. Non sa per quale motivo sente il dovere di prendersi cura di quell'uomo dai capelli bianchi ancor più vecchio del vecchio bastardo e così tanto simile a lui.
Riempie la credenza, apre le finestre per far circolare l'aria, dà da mangiare a Torkie e il bassenthoud le scodinzola intorno e la festeggia rischiando quasi di farla inciampare quando si butta a pancia all'aria sui suoi piedi.
“Cos'è tutto questo baccano!”
Lo sente borbottare dal piccolo salone e lo ritrova lì seduto sulla poltrona sgangherata che nessuno lo convincerà mai a buttare. Una bottiglia stretta nella mano destra e nessun bicchiere.
“Quanto parli donna! Perché ti ostini a tornare? Tu, quello stupido cane o quella cavalla nervosa. Se mio figlio vuole farmi fuori perché non si limita a spararmi in testa?”
Lei ridacchia e scuote la testa. Lo vede: vede Mike fra le rughe di James, nel suo accento prepotente, negli occhi chiari che la guardano con una dolcezza nascosta.
“Per il suo fascino rude James. Solo
per quello”
Scherza e non resta per sentire il suo sbuffare. Sale le scale cigolanti fino al piano superiore. Cambia le federe e sistema i letti, spazza per terra. Ignora la stanchezza che ogni suo muscolo grida. Ignora la voglia di raggomitolarsi in un angolo polveroso e rimanersene lì per giorni e giorni. Ignora la sensazione di solitudine che la ancora a terra più della gravità quando l'assenza di Gray è così forte da diventare per lei uno dei grandi mali del mondo.
Carica il cesto con il bucato da portarsi dietro raccogliendo calzini sporchi e camice anche dal corridoio.
Quando torna nel salottino la bottiglia è finita. Si avvicina cauta, con i piedi che sembrano non voler neanche toccare il vecchio pavimento di legno.
“James? Venga. La porto su”
Poggia piano la mano sulla spalla dell'anziano, riscuotendolo. Lo sveglia e lui apre appena gli occhi su di lei.
“Non dovrebbe bere così tanto ma questo già lo sa”
“Un uomo muore meglio quando è pieno di vino”
“Forse muore solo prima, mh?”
Gli strappa una risata bassa, rauca mentre lo aiuta ad alzarsi. E' una donna piccola Grace ancora di più se messa a confronto con gli Harris, padre o figlio che sia ma in qualche modo riesce a non lasciarlo sulle scale e a trascinarlo fino alla camera. Lo fa stendere sul materasso e gli toglie gli stivali sporchi di terra secca.
“Hai bei capelli bambina. Sapevo che mio figlio si sarebbe trovato una donna con bei capelli”
Scherza e non resta per sentire il suo sbuffare. Sale le scale cigolanti fino al piano superiore. Cambia le federe e sistema i letti, spazza per terra. Ignora la stanchezza che ogni suo muscolo grida. Ignora la voglia di raggomitolarsi in un angolo polveroso e rimanersene lì per giorni e giorni. Ignora la sensazione di solitudine che la ancora a terra più della gravità quando l'assenza di Gray è così forte da diventare per lei uno dei grandi mali del mondo.
Carica il cesto con il bucato da portarsi dietro raccogliendo calzini sporchi e camice anche dal corridoio.
Quando torna nel salottino la bottiglia è finita. Si avvicina cauta, con i piedi che sembrano non voler neanche toccare il vecchio pavimento di legno.
“James? Venga. La porto su”
Poggia piano la mano sulla spalla dell'anziano, riscuotendolo. Lo sveglia e lui apre appena gli occhi su di lei.
“Non dovrebbe bere così tanto ma questo già lo sa”
“Un uomo muore meglio quando è pieno di vino”
“Forse muore solo prima, mh?”
Gli strappa una risata bassa, rauca mentre lo aiuta ad alzarsi. E' una donna piccola Grace ancora di più se messa a confronto con gli Harris, padre o figlio che sia ma in qualche modo riesce a non lasciarlo sulle scale e a trascinarlo fino alla camera. Lo fa stendere sul materasso e gli toglie gli stivali sporchi di terra secca.
“Hai bei capelli bambina. Sapevo che mio figlio si sarebbe trovato una donna con bei capelli”
“Cosa? No James, io e Mike non...”
“Allora ho cresciuto un coglione”
Non fa in tempo a spiegare che lui scivola in un sonno subito profondo come solo le persone mezze sbronze possono fare. Si rigira su di un fianco e comincia a russare.
“Allora ho cresciuto un coglione”
Non fa in tempo a spiegare che lui scivola in un sonno subito profondo come solo le persone mezze sbronze possono fare. Si rigira su di un fianco e comincia a russare.
Lei si passa le mani sulla faccia, la
stropiccia neanche fosse un cuscino da ravvivare.
Sorride quando vede Torkie sulla
soglia. Lo prende in braccio e lo mette ai piedi del letto.
“Devo andare. Fagli compagnia tu, va bene?”
Il cane la guarda come se la capisse sul serio. Non abbaia e si acciambella, esibendosi prima in un grande sbadiglio.
“Devo andare. Fagli compagnia tu, va bene?”
Il cane la guarda come se la capisse sul serio. Non abbaia e si acciambella, esibendosi prima in un grande sbadiglio.
Michael è sempre lontano da
Greenfield. E se... fosse vero? Lui e Coco non dovrebbero più
neanche tornare. Io sono quella che resta. Io sono quella che non se
ne va. Ognuno ha il suo compito e quello di essere brava a rimanere è
il mio. Gli altri volano ed io mi occupo di chi le ali non ce le ha.
Ognuno ha il suo compito.
Cavalca il suo Appaloosa per ritornare
al Ranch mentre questi pensieri le ruotano in testa senza sosta.
Avverte una forma di dolore, come se il tatuaggio che ha inciso sulla
schiena tornasse a bruciare, come se le sue, di ali, volessero
ribellarsi. Spinge Flame al limite per il percorso sterrato. Spinge
entrambe verso una corsa un po' incosciente e neanche gli schiaffi
del vento riescono a redarguirla.
Forse Grace non lo sa ma pure questo è amore.
Forse Grace non lo sa ma la scelta di restare è la più grande forma di amore.
Forse Grace non lo sa ma pure questo è amore.
Forse Grace non lo sa ma la scelta di restare è la più grande forma di amore.