“Ehi ehi tu”
Il cucciolo dagli occhi ancora blu la guarda mentre tira con
i denti la manica del suo vestitino rosso, gettato alla rinfusa sul letto.
“E’ impossibile che tu non abbia ancora sonno, lo sai?”
Chiede e nasconde uno sbadiglio. Probabilmente lo sbadiglio
è così contagioso che si trasmette non solo da essere umano ad essere umano ma
anche agli animali. O sarà solo la stanchezza e il fatto che è molto molto
tardi ma il cane sbadiglia pure lui.
Si stiracchia e muove appena la testa. Il volto deformato da
una smorfia di fastidio. Si massaggia il collo dolorante e le ritorna alla
mente il motivo di quei muscoli tesi: la notte passata a dormire in magazzino,
solo a dormire, con Joe. Il suo braccio come cuscino. Ben due favole della
buona notte e le sue parole. Le sue parole che le hanno riscaldato il cuore,
che l’hanno fatta tornare sé stessa, che le hanno ricordato chi è anche se in
queste ultime settimane si era decisamente persa di vista.
“Tu...Sei come una luce abbagliante.”
“In così tanti hanno cercato di spegnermi”
“Tu...Sei come una luce abbagliante.”
“In così tanti hanno cercato di spegnermi”
Va davanti al piccolo tavolino, preparando
il regalo che farà trovare a Baxter la mattina successiva: due pacchetti di
sigarette. Scrive velocemente il biglietto, di getto, senza ragionarci troppo:
“Uno è per tutte quelle che ti ho rubato. L’altro per tutte quelle che continuerò a rubarti. Buona giornata, Grace”
Si passa le mani sul viso. L’abbaiare di...
“Bisogna trovarti un nome. Ma forse dovremmo dormirci su”
Scivola sotto le coperte e sistema il cucciolo ai piedi del
letto, avvolgendolo con l’ abitino rosso come una coperta, lasciando che sia il
suo odore impregnato nella stoffa a rassicurarlo durante quelle ore che li
separano dall’alba, dal domani.
Con una carezza augura la buona notte al suo piccolo miracolo. “Quello di cui hai bisogno per tornare a stare bene.” E lei capisce che il miracolo non è solo quel cuoricino di nuova vita che le farà compagnia d’ora in avanti ma è il pensiero di tutto quello che l'ha portata a quel preciso momento. Di chi ha architettato una serata solamente per farla stare meglio. Il miracolo sono le braccia di Owen che le impediscono di frantumarsi in mille pezzi e che si ingegna per salvarla. Il miracolo è la premura di Elizabeth e i discorsi di Joe.
Con una carezza augura la buona notte al suo piccolo miracolo. “Quello di cui hai bisogno per tornare a stare bene.” E lei capisce che il miracolo non è solo quel cuoricino di nuova vita che le farà compagnia d’ora in avanti ma è il pensiero di tutto quello che l'ha portata a quel preciso momento. Di chi ha architettato una serata solamente per farla stare meglio. Il miracolo sono le braccia di Owen che le impediscono di frantumarsi in mille pezzi e che si ingegna per salvarla. Il miracolo è la premura di Elizabeth e i discorsi di Joe.
Il buio l’avvolge e lei non ha paura. Dovrò dire a Nicole che nel buio possono nascondersi i mostri ma anche
la speranza. Pensieri sconclusionati mentre la marea la porta verso
l’incoscienza del sonno. Che il nostro
precipitare può essere l’occasione per i nostri amici di afferrarci e di
salvarci.
Allunga le dita per sfiorare le orecchie delicate del cane prima di alzare il braccio sulla fronte fresca. Avverte il fiorellino che ha ancora attorcigliato intorno ad una ciocca scura. Sorride nell’oscurità.
Allunga le dita per sfiorare le orecchie delicate del cane prima di alzare il braccio sulla fronte fresca. Avverte il fiorellino che ha ancora attorcigliato intorno ad una ciocca scura. Sorride nell’oscurità.
Una serata a cercare i
colori. Mi ricorda qualcosa...