"A
volte, a volte mi sfiora questo pensiero. L'idea di te e di noi, l'idea
che non sia il nostro primo incontro, l'idea che fossimo destinati a
trovarci ed amarci perché era già successo in passato e che accadrà
ancora."
Le parole di Sebastian mi cullano ancora. Con l'orecchio appoggiato sul suo petto, il suo cuore sonnolento dopo aver fatto l'amore mi suona una canzone di vita e di speranza. Non ho bisogno del lenzuolo a coprire la mia nudità. No, non per pudore. Fra me e mio marito di pudore probabilmente non ce n'è mai stato. Sarà perché ha visto ogni centimetro di me e lo ha amato. Forse dal primo momento. Sarà che non ho mai preteso di essere la donna più bella del 'Verse ma lui mi ci fa sentire. Sarà che guarda il mio corpo come si legge la propria poesia preferita. Con estasi. Ha la temperatura del corpo perennemente alta così gli avvicino i piedi gelati alla gamba senza sensi di colpa. Mi riscalda e credo che perderò l'abitudine di dormire sotto le coperte, ora che c'è Lui a proteggermi dai mostri. Perché è così che funziona, non lo sapete? Fatevelo spiegare dai bambini, i miei nipoti me lo ricordano sempre quando gli do la buonanotte: che i mostri riescono a prenderti solo se dormi scoperto e che non c'è miglior scudo di una copertina ben rimboccata. E guai a far ciondolare un braccio fuori dal materasso! Allora quando lancio un'occhiata al piede di Gray che finisce inevitabilmente fuori dal perimetro del letto un po' troppo piccolo per lui, penso che si, è davvero coraggioso.
Lui ha così tanta fede. Ed io? Penso che varrebbe la pena, rifarsi tutto questo sbattimento di vita e morte e rinascista solo per incontrarlo ancora. L'idea mi piace. Non che io abbia capito molto bene come funzioni. A me il destino piace chiamarlo necessità. Era necessario che accadesse tutto quello che ci è accaduto: sia a me che a lui. Che tutto quello che abbiamo fatto era un passo verso questo preciso momento. Che due persone o due anime, alla fine si trovano.
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella
Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla tra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volo via
da una spalla a un'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà. (*)
(*)Wislawa Szymborska - Amore a prima vista