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giovedì 25 settembre 2014

Darkness



24.09.2516

Rischio estinzione.

Sono bastate due parole e ha visto il suo mondo crollare prima ancora che sia il meteorite a colpirlo.
Un capogiro, crede di cadere. Cadere attraverso mille paure, cadere attraverso il panico che le sta facendo pompare ad un ritmo forsennato il cuore, cadere e frantumarsi insieme a tutta la sua vita.
Le mani di Solomon che l’afferrano, la riportano alla realtà. Stringe quelle di lei, vagamente tremanti.

Respira. Piano. Respira. Reagisci. Cerca di capire.

Lo riempie di domande, cerca risposte che quell’uomo non ha. Strappa all’Ammiraglio la promessa di salvarlo. Salvare Greenfield. E nel momento esatto in cui lui dice che lo farà lei prova un senso di colpa così grande che la schiaccia. La consapevolezza di avergli chiesto troppo, di averlo caricato di un nuovo peso, di una nuova voce che implora di trovare la soluzione ad un problema che, chi ci crede, potrebbe solo mettere nelle mani del Signore. E lei? Come può fare? Chi pregare? Prega la volontà degli uomini, il loro ingegno.


25.09.2516



Buio. Affanno. Le lenzuola intorno alle gambe nude la intrappolano. 


Sii una donna di speranza…

E’ sicura di averla da qualche parte ancora, una fonte di speranza da cui attingere, ricorda che oltre a tutto quel dolore, oltre tutto quel terrore c’è qualcosa. No, forse non qualcosa, qualcuno per cui vale la pena di sperare nella vita. Non lo trova. Non trova nessuno.

E’ troppo buio. Aiuto. Dove sei?

 Più l'incubo cerca di strapparla via dal sonno più la stanchezza accumulata la riporta giù e si trova a metà, in un limbo in cui l'unico orrore è quello di non riuscire ad aprire gli occhi. Smette di lottare, si lascia andare.


E' troppo buio. Aiuto. Dove sei? 



Continua a cercare. Vede sé stessa che corre. Ma verso cosa? Si lamenta, rigirandosi nel letto.
Ah si. La famiglia, gli amici, l'Amore. La sua mente elabora, convinta che la risposta sia lì, nascosta fra quelle parole.

Un gruppo di persone. Chi sono? Le danno le spalle.
Ci deve essere qualcosa, no, qualcuno per cui sono ancora qui. Per cui sto affrontando tutto questo, per cui sto correndo.Vede qualcosa cadere da un cielo che si è fatto improvvisamente chiaro. La luce distrugge le tenebre ma...
Un boato. Tutto diventa bianco. Tutti loro vengono spazzati via.



Lei si ritrova seduta sul letto, la finestra spalancata a causa di un colpo di vento. Ora è sveglia ma non riesce ancora a ricordare. 





martedì 9 settembre 2014

Fear



5.09.2516

C'è paura nel cuore di Grace ma...

Ci sono anche parole nella testa di Grace.

 



 “Siamo una famiglia”
“Io sono qui per te. Non ti lascerò affrontare tutto questo da sola”
“Non devi fare tutto da sola”
“Non riusciresti a proteggerla nemmeno contro un castoro senza le braccia”


Ci sono discussioni che si accavallano, che le tornano alla mente mentre stringe il proprio ciondolo fra le mani in una preghiera muta e rievoca i volti di coloro che le hanno pronunciate: Coco, Gray, Elizabeth, Michael.
Alcune frasi la commuovono di tenerezza, altre la fanno tornare a sorridere più per la loro fantasia che per altro ma sente che non c’è nulla che la possa consolare. Sente che, forse, non è giusto lasciarsi consolare.


C’è qualcuno che le vuole buttare sulle spalle il peso del Mondo, che getta su di lei una colpa come una carcassa che ha il peso di tutte quelle vite che se ne sono andate.


E poi le rassicurazioni di una voce che non è amica, che non ha motivo di mentirti per farti stare meglio.
L’Ammiraglio Solomon Wolfe che le porge le sue condoglianze, che la rassicura su ciò che ha fatto e su ciò che non poteva evitare. 

“Siamo in pausa Ammiraglio, con il fiato sospeso, aspettando di essere felici o di essere morti”


E poi la notizia che forse l’incubo è finito. Il comunicato della Marina.
Se ne sta rannicchiata sulla sedia davanti alla finestra. Il mento sulle mani intrecciate. Si gode l’alba di un nuovo giorno con gli occhi che bruciano di stanchezza. I muscoli indolenziti dopo giorni in cui ha dormito solo un paio d'ore, dopo giorni in cui è stata solo spettro della donna che è davvero.
Odio, tristezza, rimorso e persino le colpe. Tutto questo scompare insieme all’ultima stella della notte inghiottita dalla luce di un Sole che sorge. Un Sole che solo i vivi possono vedere. I vivi, gli unici che hanno bisogno di speranza.