Ultimamente quando torna a casa le sembra una vittoria.
Ringrazia e si stupisce di essere arrivata sana e salva. E’ il ‘Verse che sta
cambiando o forse è lei ma c’è qualcosa che non va. Quel qualcosa le scorre
sotto pelle e fitte dolorose le arrivano al petto.
“Stati panico ed ansie sono sintomi di chi soffre di cuore”
Non è questo, Aura. Non è colpa di un cuore che le batte furioso nel petto solo per aver fatto le scale di corsa... forse. Sta per succedere qualcosa di brutto. E’ una consapevolezza che la fa impazzire, che la fa rannicchiare contro la porta. Al Ranch, alle persone che ama o a lei? Ma sta per succedere. Non c’è niente di logico in questo, non c’è niente di razionale eppure è una sensazione così forte che le stringe lo stomaco in una morsa, il suo corpo si irrigidisce come se fosse di acciaio e le mani le fanno male.
Cerca di prendere respiri profondi. Guarda i muri come se si aspettasse di vederli crollare da un momento all’altro, si aspetta di sentire lo scoppio dei vetri infranti. Sgrana gli occhi quando sente qualcuno urlare, un grido soffocato e ci mette più di una manciata di secondi a rendersi conto che è la sua la bocca spalancata che preme contro il cuscino. Lo scaglia lontano in quella loro stanza disordinata e vuota perché Emile non è ancora rientrato dal lavoro.
Non è questo, Aura. Non è colpa di un cuore che le batte furioso nel petto solo per aver fatto le scale di corsa... forse. Sta per succedere qualcosa di brutto. E’ una consapevolezza che la fa impazzire, che la fa rannicchiare contro la porta. Al Ranch, alle persone che ama o a lei? Ma sta per succedere. Non c’è niente di logico in questo, non c’è niente di razionale eppure è una sensazione così forte che le stringe lo stomaco in una morsa, il suo corpo si irrigidisce come se fosse di acciaio e le mani le fanno male.
Cerca di prendere respiri profondi. Guarda i muri come se si aspettasse di vederli crollare da un momento all’altro, si aspetta di sentire lo scoppio dei vetri infranti. Sgrana gli occhi quando sente qualcuno urlare, un grido soffocato e ci mette più di una manciata di secondi a rendersi conto che è la sua la bocca spalancata che preme contro il cuscino. Lo scaglia lontano in quella loro stanza disordinata e vuota perché Emile non è ancora rientrato dal lavoro.
Il possibile arrivederci di Aura le ha dato un dispiacere
leggero per un’altra persona che forse se ne andrà, alla ricerca di cosa?
Realizzazione personale sicuramente, voglia di spiccare al volo. E’ giusto. Lo
è sempre. Questo non lo rende più facile per lei. Non è facile tenerli per mano
per così tanti mesi e poi lasciarli andare soprattutto quando sai che il loro
cammino li porterà lontani.
Il certo addio di Gray non le ha fatto provare niente. La consapevolezza di non avere più niente da dirgli la fa sentire leggera. Non gli mancherà. Si sono ridotti a due estranei con un passato, un tratto di strada in comune e niente di più.
Quello che Cath dice è come una goccia che scava su una roccia: erosione lenta ma inesorabile. Mette in luce ogni sua insicurezza, ogni sua fragilità, dà voce a quello che lei mette a tacere di sé con ostinata tenacia. E, senza volerlo, senza esserne totalmente consapevole lei fa lo stesso nei confronti dell'altra.
Quello che Emile non dice le fa un po' male, invece. E' il pizzico al petto di una paura solo mezza incoscia. Sono parole taciute che mettono legna da ardare nel fuocherello della sua paranoia.
"E' solo che la sera è più difficile."
E' solo questo.
Il certo addio di Gray non le ha fatto provare niente. La consapevolezza di non avere più niente da dirgli la fa sentire leggera. Non gli mancherà. Si sono ridotti a due estranei con un passato, un tratto di strada in comune e niente di più.
Quello che Cath dice è come una goccia che scava su una roccia: erosione lenta ma inesorabile. Mette in luce ogni sua insicurezza, ogni sua fragilità, dà voce a quello che lei mette a tacere di sé con ostinata tenacia. E, senza volerlo, senza esserne totalmente consapevole lei fa lo stesso nei confronti dell'altra.
Quello che Emile non dice le fa un po' male, invece. E' il pizzico al petto di una paura solo mezza incoscia. Sono parole taciute che mettono legna da ardare nel fuocherello della sua paranoia.
"E' solo che la sera è più difficile."
E' solo questo.
Si passa le mani sulla faccia prima di fare forza sulle
gambe ed alzarsi.
“Dove diavolo le ho messe...”
Cerca tastandosi le tasche del cappotto e ritrovando un pacchetto di sigarette che ha sequestrato al figlio adolescente di uno dei rancheri con la promessa di non dirlo ai genitori (a meno che non venga scoprire che non ha smesso). Ne pinza una fra le labbra e l’accende con un fiammifero. Apre la finestra facendo entrare il gelo della sera nella stanza. Rabbrividisce ma non si muove da lì. Offre all'orizzonte uno sguardo sperduto.
Cerca tastandosi le tasche del cappotto e ritrovando un pacchetto di sigarette che ha sequestrato al figlio adolescente di uno dei rancheri con la promessa di non dirlo ai genitori (a meno che non venga scoprire che non ha smesso). Ne pinza una fra le labbra e l’accende con un fiammifero. Apre la finestra facendo entrare il gelo della sera nella stanza. Rabbrividisce ma non si muove da lì. Offre all'orizzonte uno sguardo sperduto.
Spera che l’istinto le stia solo giocando un brutto scherzo.
Spera che la netta sensazione che qualcosa non va le si scrolli di dosso. Si
guarda intorno, la lingua che scivola sulla bocca che si avvelena di fumo di
scarsa qualità. C’è un errore. Forse è per questo quella sensazione. Ma...Dove? In chi? Quanto grande? Come riuscirò a
rimediare ma soprattutto: quanto ci metterò a scovarlo?
Sono tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad aver ogoglio
quasi fossi un uomo.
Ma. al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano: "Sera, sera dolce e mia!"
Sembrami d'aver fra le dita la
stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo sperduto,
sguardo sperduto e vene. (*)
Quasi imparo ad aver ogoglio
quasi fossi un uomo.
Ma. al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano: "Sera, sera dolce e mia!"
Sembrami d'aver fra le dita la
stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo sperduto,
sguardo sperduto e vene. (*)
(*): Sibilla Aleramo - Son tanto brava
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