giovedì 6 novembre 2014

Cuoremalandato

Southern Cross Ranch
05.11.2516
2:06


Si rigira nel … No non nel letto ma in quella mezza specie di sacco a pelo, al riparo nella tenda che uno dei rancheri ha sistemato per lei.
E' stanca ma non riesce a dormire.
Una volta le piaceva addormentarsi nel letto insieme a qualcuno e risvegliarsi la mattina da sola: bei tempi quando il giocattolino di turno prendeva e se ne andava via senza sapere che quella fuga serviva a lei per evitarle di dire ciao e dare un bacio sulla bocca così a stampo, freddo perché uno può anche fare sesso la notte ma la gelida luce della mattina li trova e li illumina per quello che sono: estranei.
Adesso invece odia dormire da sola. Sto proprio invecchiando. Che palle.
Non c'è nemmeno Soul che si appisola mentre le morde il dito come fosse un ciuccio. L'ha lasciato a Sam perché non voleva fargli affrontare il viaggio in treno fino a lì. E' così piccolo.
Pensa di alzarsi e entrare di nascosto nella tenda di Beth ma aveva un sorriso strano prima di andarsene. Meglio evitare. Una sigaretta. Ci vorrebbe. Ma da quando fumo così tanto? Ah si. Giusto. Ma lei di pacchetti non ne ha. Potrebbe infilarsi nella tenda di Joe, stare attenta per non svegliarlo e cercare le sue sigarette artigianali. Meglio evitare. Già solo a pensarlo è un piano che fa acqua da tutte la parti.
Che palle.
Sbuffa. Assottiglia lo sguardo, infastidita dalla luce improvvisa del Cpad. Non c'è nessuno da cercare. E' troppo tardi.

I rancheri sono stati bravi questa sera. Tutti quanti. E a me invece è venuto subito l'affanno.

Il pensiero finale le fa sbarrare gli occhi di paura per un momento. Si porta una mano al petto.

“Ci sono cose che mi stancano prima di altre. Tipo nuotare”

E quelle cose aumentano sempre di più. Sta peggiorando. Peggiorerà. Lo stress fisico ed emotivo che ha dovuto affrontare da qualche mese a questa parte ha spossato il suo cuore malandato più di quanto non immaginass probabilmente.

“Grace dovresti fare altre analisi e un elettrocardiogramma per...”
“Papà basta. Tutti dobbiamo morire prima o dopo e sapere se ho o meno la patologia di famiglia non mi interessa. Sono giovane. Ho un cuore forte. Corro, mi tengo in esercizio. Sto benone. E non potrei essere più Sullivan di così. Se devo crepare come la nonna che ben venga.”

Grace ha vent'anni e tanta rabbia dentro. Esce fuori di casa sbattendo la porta. Fanculo il cuore grande dei Sullivan.

Devo mangiare meglio. Evitare gli sforzi inutili. Lo stress. Smetterla di bere e di fumare. Beh no. Queste due cose le posso fare. Fanculo il cuore grande dei Sullivan.
Non farà nessuna nuova analisi. Nessun nuovo esame. Non ancora. Non fino a quando non sarà necessario. I medici sono i peggiori pazienti del mondo. Lei, comunque, si sente benissimo. Forse in futuro si dovrà preoccupare ma non adesso. Adesso può farsi cullare dal battito che, lento, scandisce il passare del tempo.

E' un orologio-cuore quello dei Sullivan. Ad un certo punto si ferma ma non si può ricaricare. Un cuore normale dovrebbe pesare sui 300 / 350 grammi. Per questione genetica il loro arriva fino a cento grammi in più. E un cuore grande è un cuore che fatica di più, che deve sopportare di più e che dura di meno. Il cuore è una macchina e la sua cigola ma la sta rimettendo in ordine. Tutto qui. Ha solo bisogno di darsi delle nuove regole.

Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell'orologio del tuo cuore, la grande lancetta
delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.
(*)

(*) Mathias Malzieu - La maccenica del cuore.

 

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