“Le tue piccole contraddizioni, Grace. E’ lì che vedo la tua
bellezza”
Ogni parola le rimbomba nella mente mentre ogni gesto le si
riverbera nel corpo anche se ora è sola, in camera. Si è buttata sotto il getto
gelato della doccia per domare l’incendio di sé, quello che riconosce anche se
è passato tanto tempo. Si passa una mano fra i lunghi capelli bagnati prima di
avvolgerli nell’asciugamano giallo. Si toglie l’accappatoio umido, facendolo
cadere con noncuranza sul pavimento. Allunga una mano per afferrare la
vestaglia di seta. Intercetta la propria figura riflessa nello specchio. Volta
i fianchi, gira il capo tanto che il mento le sfiora la spalla e lì vede: i
segni rossi che le ha inciso delicatamente Joe sulla schiena. E lì, nel segreto
della propria stanza, sorride. Si rende conto che quel sorriso è, esso stesso
una grande contraddizione.
Chiude gli occhi per impedire a quella scintilla di malizia e voglie mal trattenute di brillare infondo alla pupilla. Lui la confonde. E’ l’elettricità del suo bacio a mandarla in tilt.
Chiude gli occhi per impedire a quella scintilla di malizia e voglie mal trattenute di brillare infondo alla pupilla. Lui la confonde. E’ l’elettricità del suo bacio a mandarla in tilt.
La mia bocca si schiude come un taglio.
Sono stata bistrattata tutto l'anno, notti
tediose, niente se non ruvidi gomiti contro di esse
e delicate scatole di fazzoletti a dirmi piagnona
piagnona, stupida!
Prima d'oggi il mio corpo era inutile.
Ora cerca di strappar via i suoi spigoli.
Ora è cangiante pieno di questi lampi elettrici.
Zang! Resurrezione!
I miei nervi si sono riaccesi. Li ascolto come
strumenti musicali. Dove c'era silenzio
tamburi, corde stanno inguaribilmente suonando. Sei stato tu.
Puro genio all'opera. Caro, il compositore ha camminato
nel fuoco. (*)
Sono stata bistrattata tutto l'anno, notti
tediose, niente se non ruvidi gomiti contro di esse
e delicate scatole di fazzoletti a dirmi piagnona
piagnona, stupida!
Prima d'oggi il mio corpo era inutile.
Ora cerca di strappar via i suoi spigoli.
Ora è cangiante pieno di questi lampi elettrici.
Zang! Resurrezione!
I miei nervi si sono riaccesi. Li ascolto come
strumenti musicali. Dove c'era silenzio
tamburi, corde stanno inguaribilmente suonando. Sei stato tu.
Puro genio all'opera. Caro, il compositore ha camminato
nel fuoco. (*)
(*): "Il bacio" di Anne Sexton
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